IL SALTO NEL VUOTO

 

Non ricordo esattamente come feci a ritrovarmi su quell’altopiano.
Fatto sta che lì arrivai.
Una cosa però la ricordo bene…
Quella musica che proveniva dal basso
com’era soave…
E allo stesso tempo però aveva un non so che di spaventoso.
Delle lingue di fuoco mi attraversarono
e l’aria divenne improvvisamente elettrica.
Era come se l’inevitabile stesse per accadere.
Eppure non sapevo in realtà bene cosa fosse.
Feci un passo in avanti.
E poi un altro.
La musica suonò ancora più forte
e man mano che andavo avanti diventavo inflessibile, certo della direzione.
L’inevitabile accadde.
Non potevo scegliere, dovevo fidarmi.
Feci l’ultimo passo prima del salto,
poi fui della musica.

Alessia

Il salto nel vuoto

Laura Moretto

 

 

 

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